Istella Mea di Ciriaco Offeddu

Istella Mea di Ciriaco Offeddu

Romanzo di narrativa contemporanea con venature di realismo magico e grande impatto emotivo, ambientato tra la sardegna degli anni ’60 e l’argentina degli emigrati. la protagonista, rechella, scopre l’amore grazie all’incontro con martino, un ragazzo dalla fantasia così vivida da sembrare capace di volare. martino vive con la nonna jaja, figura misteriosa e potente legata alla tradizione e alle leggende locali; il suo fascino oscuro attrae rechella fino a rivelare una natura pericolosa e malvagia che la giovane dovrà affrontare. la narrazione intreccia mito, passioni, odi profondi, la lotta tra bene e male e il tema dello sradicamento degli emigrati, esplorando due modelli opposti di femminilità e la forza dei legami umani. il romanzo ha ottenuto alto posizionamento nelle classifiche di vendita italiane ed è stato candidato al premio strega 2025, diventando un caso editoriale.

Ciriaco Offeddu ambienta Istella mea in una Nuoro dei primi anni Sessanta, concreta e febbrile, dove la quotidianità convive con un sottobosco di leggende, timori e “saperi” tramandati sottovoce. Rechella, giovanissima, entra nell’amore attraverso Martino: un ragazzo abbandonato, visionario, capace di prodigi che hanno il passo dell’infanzia e l’eco del mito. Attorno a lui si stringe la figura magnetica di Jaja, nonna narratrice e presenza temuta, che porta in casa una forza scura legata alla tradizione della sùrbile, creatura che prosciuga vita ed energia come un vampiro.
Il romanzo funziona perché non usa la magia come decorazione: la innesta nella psicologia e nelle relazioni. Offeddu fa scorrere incanto e minaccia nello stesso bicchiere, e quando arriva la frattura (la perdita, il trauma, lo strappo), la storia cambia temperatura: l’amore non si limita a ferire, spinge Rechella verso una determinazione che sa di ossessione, di richiesta di giustizia, di desiderio di “salvare” ciò che resta della propria stella.
Uno dei nuclei più interessanti sta nel duello tra due modelli di femminilità: da una parte la sùrbile, dolore diventato veleno e dominio; dall’altra Rechella, che continua a cercare una via al bene senza smettere di guardare il male negli occhi. Offeddu costruisce questo conflitto con una tensione morale costante, mai predicatoria: ogni scelta costa, ogni passo lascia una cicatrice.
Anche lo stile sostiene l’ambizione del libro: immagini dense, sensuali, spesso “terrose”, con un respiro che ricorda il realismo magico latinoamericano più che una semplice saga regionale. Diversi commentatori hanno notato un’affinità d’atmosfera con García Márquez, e si capisce perché: la scrittura insiste su presagi, riti, dettagli che sembrano ordinari finché non scattano e rivelano un’altra legge del mondo.
Sul piano narrativo, Istella mea allarga il campo oltre la Sardegna e tocca anche l’Argentina del Novecento, legando il destino individuale a una traiettoria storica e migratoria: il romanzo si muove così tra radici e sradicamenti, tra appartenenza e fuga, senza perdere il suo cuore emotivo.

Punti di forza

  • Atmosfera: sardegna viva, non cartolina, dove mito e realtà si tengono per mano e poi si graffiano.

  • Personaggi femminili: intensi, ambigui, mai “simboli” svuotati, sempre carne e conseguenze.

  • Tensione emotiva: amore, perdita e vendetta come motori narrativi che non rallentano.

Per chi è consigliato

Per chi cerca un romanzo di formazione e di ossessione insieme, con folklore sardo trattato con serietà letteraria, e con una componente di inquietudine che sfiora l’horror soprannaturale senza rinunciare alla profondità psicologica.